domenica 28 ottobre 2012

L’antisemitismo e l’estrema sinistra


Gli opposti si attraggono - Una delle massime della fisica classica è che gli opposti si attraggono. Tenendo presente che le frasi fatte lasciano il tempo che trovano, sono convinto della possibilità di accostare un pensiero del genere all’estrema sinistra e all’estrema destra. Oggi questi due contenitori politici si avvicinano molto e dicono le stesse cose. Poi quando si parla di Israele e comunità ebraiche, sembrano addirittura “compagni” o “camerati”. Un chiaro esempio di quanto appena detto è rappresentato dalle varie Flytilla che mensilmente (o quasi) cercano di raggiungere Israele.
Vauro e il germe dell’antisemitismo - Le allegre carovane della pace hanno come priorità la contestazione al governo israeliano. Certo Netanyahu non sembra aver preso le scelte migliori nella questione israelo-palestinese, ma Israele è pur sempre una democrazia. Anzi, è l’unico regime democratico in Medio Oriente. Il vignettista Vauro Senesi, sempre in prima fila per sventolare la bandiera della pace, anche se nell’ultimo periodo è stato autore di una vignetta dal sapore antisemita contro la giornalista e deputata Fiamma Nirenstein che viene rappresentata con il naso adunco (un tipico tratto sottolineato dai manifesti della propaganda nazista per identificare gli ebrei nella società tedesca degli anni ’30), non perde occasione di andare contro Israele e addirittura di paragonare l’azione del governo di Tel Aviv con quelle del regime nazista di Adolf Hitler. Un insulto eticamente grave. Una vigliaccata per tutte quelle persone morte nei campi di concentramento e non solo.
Siria o Iran? No, Israele! - Al di là dei colpi bassi della matita del Fatto quotidiano, se proprio tutti questi bravi cittadini animati da spirito amorevole volessero promuovere la solidarietà tra i vari popoli, avrebbero dovuto scegliere altre opzioni invece di puntare dritto su Israele. Avrebbero potuto spiegare le vele e protestare contro la barbarie quotidiana del regime siriano contro il proprio popolo, che provoca migliaia di morti. Avrebbero potuto scegliere di protestare contro la brutale repressione del regime iraniano. Oppure avrebbero potuto scegliere di protestare contro il governo Hamas a Gaza, dove le organizzazioni terroristiche commettono un doppio crimine di guerra lanciando razzi contro i civili e nascondendosi dietro ai civili.

La civiltà d’Israele - Niente di tutto ciò. Israele è il loro pallino. La loro fissazione. Proprio come i regimi fascisti e xenofobi del Novecento vedevano nell’ebreo il male della società, oggi la stragrande maggioranza di chi si identifica con l’estrema sinistra considera il popolo ebraico come uno dei mali assoluti. Oltre le identificazioni banali e semplicistiche con il capitalismo americano, si sceglie sempre di protestare contro Israele, l'unica democrazia in Medio Oriente dove c'è parità di diritti per donne, la stampa critica il governo,le organizzazioni dei diritti umani sono libere di agire, c'è libertà di culto per tutti e le minoranze non vivono nella paura. Che strano. In Italia non fanno altro che sventolare la bandiera dei diritti per tutti, dell’uguaglianza e della libertà di stampa e quando invece si parla di Israele fanno finta di niente.
Il buio dell’ideologismo - Brutta bestia l’ideologismo. Che errore confondere le coordinate politiche del Novecento con quelle del nuovo secolo. Se questa gente si informasse in maniera corretta e non ideologica, si accorgerebbe che Israele è un’oasi di civiltà in mezzo ad un deserto di barbarie ed odio. Nello Stato Israeliano le donne hanno pari diritti e a discriminarle non ci si pensa nemmeno, anche gli omosessuali possono godere di diversi diritti e Tel Aviv – patria del turismo gay internazionale – ne è l’esempio. Le minoranze religiose vivono in pace con la maggioranza ebrea, vengono rispettate e non vivono nel terrore, l’opinione pubblica critica senza vincoli il Governo. Le brutte notizie non finiscono qua per gli amici dell’estrema sinistra: come riportato dal settimanale del Corriere della Sera, Sette, Israele è l'unico Paese al mondo con più verde di 100 anni fa: "sono cresciuti 230 milioni di piante, foreste e coltivazioni per 160 mila ettari, mille parchi naturali. Fra 220 dighe e bacini, ogni anno si recuperano 260 milioni di metri cubi d'acqua e s'alimenta la metà dei kibbutz e dei campi agricoli". Da quanto detto finora è evidente la civiltà d’Israele, che coniuga principi come la fratellanza, il multiculturalismo, la tolleranza religiosa e il rispetto per l’ambiente.
E’ facile vivere circondati da chi nega la tua storia e vuole distruggerti? - Tutto questo non basta per estrema sinistra ed estrema destra. Per loro Israele commette quotidianamente stermini contro il popolo palestinese. Non voglio entrare nel merito della politica del Governo israeliano che in questo momento storico non mi rappresenta, ma cosa dovrebbero fare gli ebrei? Dire: prego, accomodatevi. Concludete voi quello che il nazifascismo non è riuscito ad ultimare. Proviamo ad usare un po’ d’immaginazione e pensare a come vivremmo noi circondati dai palestinesi che educano i loro bambini ad uccidere gli ebrei e nelle loro tv (il web ne è pieno) incitano alla distruzione d’Israele, oppure circondati dall’Iran che nega l’Olocausto, persegue la distruzione d’Israele e fiancheggia Hamas nella sua battaglia.
L’antisemitismo del nuovo millennio – La storia non vuole prendersi gioco di queste persone, ma sono loro che non riescono ad interpretarla in modo corretto. Così può capitare di commettere errori grossolani e di stare, per usare una frase di una canzone di Francesco De Gregori, “dalla parte sbagliata”. Chi nello scorso secolo ha difeso gli ebrei e li ha salvati dalla carneficina nera, oggi difende gli assassini e si fa controllare dalla propaganda antisionista. I metodi sono diversi e permeati dalle nuove tecnologie, ma la matrice ideologica è sempre la stessa: l'antisemitismo. Per chi conosce la storia d'Europa in maniera approfondita sa bene a cosa mi riferisco, conosce quali menzogne ha dovuto subire il popolo ebraico. Non può non ricordare che gli ebrei sono stati spesso "usati" da chi ha detenuto il potere come la valvola di sfogo da fornire al "popolino". Dalla Chiesa cattolica ad Imperatori, passando per Cancellieri del Reich e non solo, gli ebrei sono stati "l'ancora di salvezza" per questi personaggi. Il popolo ebraico è stato cacciato da una zona all'altra d'Europa per colpe mai dimostrate e soltanto pronunciate. Sono una miriade gli esempi e basta avere un buon manuale di storia per rendersene conto. Oggi si usano finte foto di bambini palestinesi (è stato dimostrato, dal Los Angeles Times e dal Jerusalem Post,  che diverse immagini sono state ritoccate) per aizzare l’odio contro gli ebrei. Oggi si usa un termine così bello come quello dei diritti umani, per aizzare gli animi contro gli ebrei. Di fronte a tutto questo ho solo una domanda da porre: chi è disposto ad aprire gli occhi?

                                                                                                     Valerio Morabito

21 commenti:

  1. Temo che il problema sia molto piu' grave. Perche' e' esteso alla "sinistra" in generale, non solo a quella estrema.

    Basta una rapida ricerca per constatare che le cose stanno cosi'. Non e' stato un estremista di "sinistra" ad andare mano nella mano con uno i Hamas.

    Solo giornali dichiaratamente di "sinistra" od affiancatori della medesima censurano le notizie su Israele che non fan comodo alle loro tesi e stravolgono storia e realta'. Quelli che appartengon all'estrema "sinistra" contano zero Cosi' come quelli della destra estremista.

    Tutto l'antisemitismo gabellato per antisionismo deriva dalla "sinistra", qui in Europa come altrove (i liberal americani).

    E va ad aggiungersi, in Europa, all'antisemitismo degli islamici, presenti a milioni. E chi ha avoluto venissero accolti e difende la loro "civilta'".

    Loro, sempre loro, i soliti noti.

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  2. Nemmeno il mostro di Firenze doveva essere condannato, perché sarebbe stato un affronto a sua nonna, che era stata violentata da un feroce criminale. Mah...
    Poi, volevo dire, ho letto il post precedente perché la locuzione "soliti noti" era in fondo, altrimenti quando arrivo a simili frasi fatte smetto di andare avanti nella lettura.

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  3. Daniele Coppin29 ottobre 2012 07:52

    Anonimo, come tutti quelli della sua "specie", ironizza sull'articolo per screditarne i contenuti, senza, tuttavia, essere lui ad argomentare le critiche. L'articolo è molto chiaro e documentato: tu, Anonimo, che argomenti porti? Nessuno, secondo la consolidata prassi seguita dalle dittature e dai regimi, oltre che da coloro che non sanno cosa significhi il termine "confronto".

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  4. Bella leccata di natiche a Israele, complimenti Morabito

    Missioni e rapporti di Amnesty International

    Operazione "Piombo fuso"

    L'offensiva militare israeliana su Gaza, durata 22 giorni, e lanciata senza preavviso, aveva il dichiarato proposito di porre fine ai lanci di razzi su Israele da parte di fazioni armate affiliate ad Hamas e altri gruppi palestinesi. L'offensiva ha ucciso più di 1380 palestinesi ferendone all'incirca 5000, molti dei quali in modo grave. Oltre 1800 dei feriti erano bambini. Migliaia di abitazioni civili, edifici commerciali e pubblici sono andati distrutti. Interi quartieri sono stati rasi al suolo. L'elettricità, l'acqua e i sistemi di fognatura sono risultati gravemente danneggiati, così come altre infrastrutture essenziali. Vasti appezzamenti di terreni agricoli e molti beni industriali e commerciali sono stati distrutti. Gran parte della devastazione è risultata gratuita e deliberata e non trova giustificazioni in motivazioni di natura militare. Tredici israeliani sono rimasti uccisi nei combattimenti, compresi tre civili uccisi da razzi e mortai sparati da gruppi armati palestinesi nel sud di Israele (cfr. Autorità Palestinese).

    Prima e durante l'operazione "Piombo fuso", l'esercito israeliano ha rifiutato l'ingresso a Gaza di osservatori indipendenti, giornalisti, organismi di monitoraggio dei diritti umani e operatori umanitari, di fatto tagliando Gaza fuori dal mondo esterno. Le autorità si sono inoltre rifiutate di collaborare con un'inchiesta del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (Hrc).

    Il rapporto dell'Hrc, pubblicato a settembre e noto come Rapporto Goldstone, ha accusato sia Israele che Hamas di crimini di guerra e di possibili crimini contro l'umanità a Gaza e nel sud d'Israele. Il rapporto raccomanda che i responsabili di crimini di guerra siano assicurati alla giustizia.

    Le autorità israeliane non hanno istituito alcuna inchiesta indipendente o imparziale sulla condotta delle proprie forze durante l'operazione "Piombo fuso", sebbene siano state condotte alcune indagini interne.

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  5. Uccisioni illegali

    Centinaia di civili sono stati uccisi durante gli attacchi israeliani condotti tramite il lancio di munizioni a lungo raggio sparate da aerei da combattimento, elicotteri e droni [aerei senza pilota, N.d.T.], o da carri armati piazzati a diversi chilometri di distanza dal loro bersaglio. Le vittime non sono state colpite nel fuoco incrociato o mentre proteggevano militanti, ma sono state uccise nelle loro abitazioni mentre dormivano, o svolgevano le loro attività quotidiane o mentre giocavano. Alcuni civili, bambini compresi, sono stati uccisi da distanza ravvicinata quando non rappresentavano alcuna minaccia alle vite dei soldati israeliani. Paramedici e ambulanze sono stati ripetutamente attaccati mentre soccorrevano i feriti, provocando diversi morti.

    Decine di civili sono rimasti uccisi e feriti da armi con un inferiore grado di precisione, come lanci di artiglieria e di mortaio, e granate di "flechette" sparate dai carri armati.

    Il fosforo bianco è stato ripetutamente sparato in maniera indiscriminata su zone residenziali densamente popolate, uccidendo e ferendo civili e distruggendone le proprietà.

    Molti di questi attacchi hanno violato il diritto internazionale in quanto sproporzionati e indiscriminati; in quanto indirizzati a colpire civili e obiettivi civili, compreso personale medico e veicoli sanitari; in quanto non erano state adottate tutte le debite precauzioni per minimizzare i rischi verso i civili; e in quanto non era stato concesso un tempestivo accesso o passaggio dei mezzi e del personale di soccorso.

    *Il 4 gennaio, Sa'adallah Matar Abu Halima e quattro suoi figli sono rimasti uccisi da un attacco al fosforo bianco lanciato sulla loro abitazione, nella zona di Sayafa, nel nord-ovest di Gaza. Sua moglie Sabah è rimasta gravemente ustionata e ha raccontato ad Amnesty International di aver visto la sua neonata Shahed sciogliersi nelle sue braccia. Poco dopo l'attacco, soldati israeliani hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco sparati a distanza ravvicinata i cugini Matar e Muhammad Abu Halima, mentre tentavano di portare in ospedale i loro parenti ustionati.

    *Nella notte del 6 gennaio, 22 membri della famiglia al-Daya, in maggioranza donne e bambini, sono rimasti uccisi quando un F-16 israeliano ha bombardato la loro abitazione nel distretto al-Zaytoun di Gaza City.

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  6. Attacchi a obiettivi civili

    Le forze israeliane hanno attaccato ospedali, personale medico e ambulanze così come strutture umanitarie, compresi gli edifici dell'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi nel vicino oriente (Unrwa). Almeno 15 dei 27 ospedali di Gaza sono rimasti danneggiati, alcuni in modo esteso; circa 30 ambulanze sono state colpite e 16 operatori sanitari sono rimasti uccisi. Amnesty International non ha rilevato prove che Hamas o militanti armati avessero usato gli ospedali come luoghi in cui nascondersi o per sferrare attacchi e le autorità israeliane non hanno fornito prove che suffragassero tali asserzioni.

    *Tre paramedici, Anas Fadhel Na'im, Yaser Kamal Shbeir e Raf'at Abd al-'Al, sono rimasti uccisi il 4 gennaio a Gaza City da un missile israeliano, mentre raggiungevano a piedi due uomini feriti. Anche un ragazzo di 12 anni, Omar Ahmad al-Barade'e, il quale stava mostrando loro la strada, è rimasto ucciso.

    *Circa alle 6 di mattina del 17 gennaio, una granata d'artiglieria al fosforo bianco è esplosa nella scuola primaria dell'Unrwa a Beit Lahia, dove si erano rifugiate più di 1500 persone. Due bambini, Muhammad al-Ashqar e suo fratello Bilal, rispettivamente di cinque e sette anni, sono rimasti uccisi. Oltre una dozzina di altri civili che si erano rifugiati nella scuola sono rimasti feriti.

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  7. Uso di civili come "scudi umani"

    In diverse occasioni soldati israeliani hanno usato civili palestinesi, bambini compresi, come "scudi umani" durante operazioni militari o li hanno costretti a portare a termine compiti pericolosi. Soldati israeliani hanno inoltre lanciato attacchi dai pressi di case abitate.

    *Per due giorni a partire dal 5 gennaio, le forze israeliane hanno usato Yousef Abu 'Ida, sua moglie Leila e i loro nove figli come "scudi umani", all'interno della loro abitazione di Hay al-Salam, a est di Jabalia, mentre utilizzavano la casa come postazione militare. Hanno poi costretto la famiglia a uscire e hanno distrutto la casa.
    Blocco dell'assistenza umanitaria

    Le forze israeliane hanno deliberatamente bloccato e altrimenti ostacolato i soccorsi di emergenza e l'assistenza umanitaria. Esse hanno inoltre attaccato convogli di aiuti e centri di distribuzione, nonché personale medico, costringendo l'Unrwa e l'Icrc a rinunciare alle loro operazioni a Gaza durante l'offensiva.

    *Diversi membri della famiglia al-Sammouni sono morti dissanguati nei giorni successivi a un attacco sferrato il 5 gennaio sulla loro abitazione, nel quartiere al-Zaytoun di Gaza City, perché l'esercito israeliano non aveva permesso alle ambulanze o a chiunque altro di soccorrerli. I bambini sono rimasti a terra per tre giorni senza cibo né acqua vicino ai corpi dei loro parenti morti. Complessivamente sono 29 i membri della famiglia al-Sammouni che hanno perso la vita nell'episodio.

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  8. ok anonimo1, ci hai convinto, sei di quelli che nessuno gli toglie dalla testa che tutto il male del pianeta è winzippato in Israele, un nuovo nome da odiare, che però intanto mira al solito ebreo. (per caso hai qualche nonno gerarca? forse alla lontana, da parte di mamma? pensaci bene) Finalmente hai capito tutto, ora però basta copincollare per il net le malefatte dell'esercito con la stella di Negroni, ora serve che fai pure qualcosa di utile, di operativo! Perchè non vai un pò a Gaza, tranquillo, la storia della crisi, GAZA AFFAMATA etc. è solo un bluff, così per tenere sempre caldo il conflitto,(è vero, mancano gli iphone5, ma la popolazione pare reggere ancora bene). vacci a Gaza, va a confrontarti coi salafiti, illustragli il tuo mondo ideale, digli che sei esattamente sulla loro linea d'onda, male che va non dovessi piacergli, non è detto che ti decapitano di sicuro, possono anche soffocarti, cavarti gli occhi,mozzarti gli arti... Non perdere l'occasione, malgrado i tanti crocieristi, da tempo è vacante il posto del povero Arrigoni, smepre così scrupolosamente intento a restare umano che si è scoperto troppo tardi sulla barricata dei disumani.

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    1. Caschi male, io a Gaza ci sono stato ( e anche ad Hebron), ho visto con i miei occhi in quali condizioni vivono i palestinesi. Vedo che non hai nulla di serio da dire, per cui non replicherò ulteriormente. Buona vita, che Dio ti illumini

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  9. Caro Anonimo, dimostri con i tuoi scritti quanto di vero ci sia nell'ottimo testo di Valerio Morabito.
    Non riesci a staccarti dagli stereotipi e non riesci a vedere la differenza tra chi è costretto giornalmente a difendersi (Israele) e chi giornalmente lo attacca (Hamas), tra chi vorrebbe raggiungere una pace ed è pronto ad arrivare ad una soluzione due popoli due stati (Israele) e chi vorrebbe per l'altro solo la pace eterna in quanto punta solamente alla sua distruzione.
    Cerca di studiare un po' la storia e vedra che inizierai a capire

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  10. Guido Guastalla30 ottobre 2012 10:24

    Gli anonimi lanciano il sasso e nascondono la mano. Credo che il loro comportamento sia il più esecrabile fra quanti l'essere umano adotta. Complimenti per il testo dei Giovani democratici del Molise: ben argomentato ed equilibrato. Naturalmente si può consentire o dissentire; ma sempre all'interno di una conosscenza del problema e di un altrettanto equilibrato atteggiamento nei confronti delle parti in causa.
    Inviterei a leggere i testi di un uomo di sinistra come l'on. e giornalista Peppino Caldarola (ad es. "il sionismo è una bella parola2) pubblicati in "Appuntamento a Gerusalemme" e "La sinistra e Israele" (ed. www.salomonebelforte.com)
    E' importante comunque non perdere la pazienza e la speranza. Anche se la madre degli imbecilli è sempre incinta, speriamo che ne nascano sempre meno.
    Guido Guastalla

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  11. Enrico, Genova30 ottobre 2012 10:44

    I miei complimenti. Finalmente un intervento che non mi fa vergognare di essere stato un elettore del PD. E che forse mi farà tornare a esserlo, se queste voci di buon senso avranno finalmente riscontro in qualche dichiarazione dai "vertici".
    Grazie, Valerio

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  12. Bellissimo articolo! Un solo appunto, cito: «(...) non perde occasione di andare contro Israele e addirittura di paragonare l’azione del governo di Tel Aviv». Non il governo di Tel Aviv MA il governo di Gerusalemme.
    Ciao e buon lavoro.

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  13. L'operazione Cast Lead nasce dopo giorni continui di centinaia di razzi piovuti da Gaza sulle città e i cittadini israeliani. Con tanto di ultimatum.

    Chiedo ad Anonimo:

    a) se tu fossi stato premier israeliano, avresti fatto finta di nulla?
    b) e se tu fossi stato il reggente del potere a Gaza, avresti istigato il continuo lancio di razzi in modo tale da scatenare la risposta israeliana, o ti saresti fermato prima?

    Aggiungo infine una nota sul nome "Piombo Fuso", che la dice lunga sul modo in cui i giornali "speculano" su Israele. Perché gli ebrei cattivi fanno sempre notizia. http://occidentalisraeli.wordpress.com/2009/01/03/operation-cast-lead-etymology/

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  14. Questo articolo è pura diffamazione, vorrei sapere quali sono le sue fonti, sig. Morabito? Sembrano i deliri di Fiamma Nirenstein. Non voterò sicuramente PD alle prossime elezioni, fate pena!
    Maria Capuano

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  15. Sergio Franzese31 ottobre 2012 07:30

    Sottoscrivo ogni parola di quanto è scritto in questo articolo. Da anni continuo a sostenere che occorre mettere fine all’assurdo corto circuito che si crea dall’alleanza di movimenti progressisti con chi fa dell’antisemitismo e del negazionismo la propria bandiera. Se è giusto non temere l’immigrazione e la presenza di persone di fede islamica, operare per l’accoglienza e per il dialogo, agire in maniera tale da favorire un’integrazione rispettosa delle diversità, è al tempo stesso fondamentale e doveroso respingere e combattere ogni forma di integralismo. Trasformare i cortei pacifisti e della sinistra in tristi caricature di quelli che sfilano per le strade di Gaza, di Damasco o di Teheran, scimmiottando negli slogan e nell’abbigliamento orde di invasati pronti ad immolarsi e ad uccidere nel nome di Allah significa agire in maniera difforme da tutto ciò per cui le forze di sinistra (partiti, associazioni, sindacati) hanno lottato solamente fino a pochi anni fa, significa abdicare alla difesa dei diritti civili e della parità tra i sessi, alla lotta contro l’omofobia, alla difesa della laicità per fare posto a chi usa i toni e gli slogan della Jihad.
    Una sinistra coerente con le proprie radici cul­turali e con la propria storia dovrebbe collocarsi al fianco dei palestinesi per aiutarli a liberarsi dai propri rappresentati politici corrotti e soprattutto dal terrore imposto loro dai movimenti di stampo islamico fondamentalista, organizzazioni che nulla hanno a che spartire con una sinistra storicamente portatrice di idee di libertà, di uguaglianza e di equità sociale. Ciò che invece avviene è purtroppo uno schieramento ideologico contro Israele, negando colpevolmente che il suo modello di democrazia per quanto imperfetto è di gran lunga preferibile a qualsiasi altro regime di quell’area. In Israele non si lapidano le donne, non si fanno processi sommari ai dissidenti, non si perseguitano gli omosessuali, ecc. come invece avviene poco lontano dai suoi confini. La vera liberazione della Palestina dalla morsa ideologica di cui è ostaggio sicuramente favorirebbe, in parallelo, una politica israeliana meno aggressiva, la fine dell’embargo e di ogni forma di occupazione e soprattutto sancirebbe la fine di un circolo vizioso che produce odio reciproco. Processo senza dubbio lento e irto di difficoltà, perché le derive estremistiche esistono da entrambe le parti, ma non impossibile, mentre invece appare davvero impossibile il raggiungimento della pace nell’attuale situazione in costante deterioramento.

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  16. Devo ringraziare per questo articolo, finalmente non mi sento solo in un ambiente di sinistra.
    Un ebreo italiano

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    1. Grazie, signor Morabito, per aver detto la verità anche a sinistra.
      Il suo articolo è l'equivalente del bambino che nella favola gridava "Il re è nudo!".

      La sinistra estrema si agita tanto quando Israele per difendersi uccide dei palestinesi, ma quando i gay vengono impiccati in Iran, le adultere vengono lapidate in Arabia Saudita, o i siriani massacrati dal dittatore Assad, ecco, loro in questi casi non muovono un dito.
      Mai.

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    2. GeertWilders4president9 gennaio 2014 10:57

      E se glielo si fa notare tirano in ballo gli U.S.A. (che c'entrano?)

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  17. se invece di vivere di stereotipi e razzismi vari, andreste ad informarvi su chi costringe Gaza a vivere in uno stato di bisogno e di paura, forse vi mettereste a difendere Israele e la pace, ricordo solo che dalla nascista di Israele ad oggi, alla Palestina sono state offerte 5 soluzioni per far nascere un proprio Stato, http://www.focusonisrael.org/2012/10/24/razzi-gaza-israele-hamas-terrorismo-palestinese/.http://ilborghesino.blogspot.it/2012/10/sempre-piu-palestinesi-vogliono.html, ma purtroppo ragionare e riflettere con la propria testa costa tempo e fatica, quindi meglio vivere di luoghi comuni. Lunga vita ad Isreaele. Grazie Valerio

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  18. GeertWilders4president9 gennaio 2014 10:44

    Notare che per 'multiculturalismo' ad Israele si parla di un multiculturalismo intelligente, come quello della Mecca pre-maomettana. C'era il rispetto reciproco ma la legge era uguale per tutti, e le maggioranze che avevano diritti in più, avevano anche dei doveri in più.
    Mi ha colpito un video girato in Israele dove ad un parco vi era una famiglia musulmana con le madri sedute nell'erba a fare pic nic ed i figli giocare a calcio.

    Il multiculturalismo che piace ai sinistri antisemiti invece è quello dove per ogni etnia sul suolo serve la legge del paese d'origine, e poco importa se cozza contro le leggi locali (vedi Svezia). Per molti sinistri lo straniero può non integrarsi, non imparare la lingua, può anche vivere senza lavorare perchè 'poverino, la guerra...'

    Al di la di questo sfogo, ottima analisi.

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